Spondilite anchilosante

h9991628_001

Nella Spondilite Anchilosante (SA), la fisiochinesiterapia (FKT) si pone l’obiettivo di alleviare la sintomatologia dolorosa, mantenere/recuperare la mobilità del rachide e prevenire la comparsa di deformazioni e l’anchilosi delle articolazioni assiali e periferiche. È utile a tale scopo effettuare, il più precocemente possibile, esercizi di mobilizzazione attiva (con esercizi in scarico, prevalentemente attivi), di tonificazione dei muscoli (addominali, estensori del rachide, glutei e fissatori delle scapole) la cui ipotrofia favorisce l’insorgenza delle deformità del rachide, di allungamento (stretching) dei muscoli, in particolare pettorali e ischio-crurali, la cui retrazione tende a fissare la cifosi dorsale e l’atteggiamento in flessione delle ginocchia. La FKT respiratoria ha, in fase iniziale di malattia, la funzione di mantenere la residua dinamica costale, mentre, in una fase più avanzata, ha lo scopo di ottimizzare la respirazione addominodiaframmatica.
L’idrochinesiterapia è l’applicazione in ambiente acquatico della FKT. Nelle malattie reumatiche flogistiche, le singolari proprietà fisiche dell’acqua permettono l’esecuzione di molti esercizi in scarico completo anche nelle fasi acute di malattia coinvolgendo, oltre alla sfera sensoriale e motoria, anche quella intellettiva e psicologica del paziente con SA che riferisce, oltre a benefici, seppure temporanei, sul dolore e sulla funzione, un notevole benessere generale. Le attività fisiche con approccio globale sono di notevole utilità nelle malattie reumatiche flogistiche nel migliorare la postura, correggendo gli atteggiamenti viziati dovuti agli aggiustamenti posturali e gestuali di compenso e nell’evitare la comparsa e l’aggravamento di compromissioni articolari in altre sedi. In particolare, le ginnastiche dolci hanno un effetto positivo anche sullo stato emotivo del paziente, con conseguente riduzione dei meccanismi di potenziamento del dolore provocati dal disagio psicologico, frequente nei malati reumatici e consentono al paziente di svolgere un ruolo attivo e responsabile in tutto il percorso dell’attività fisica, permettendo che i benefici dell’esercizio possano esprimersi nelle loro piene potenzialità. L’esercizio fisico, in tutte le modalità sopra descritte, deve adattarsi costantemente alle caratteristiche di ogni singolo paziente ed essere assiduo, continuativo ed immediatamente interrotto qualora causi dolore. Pertanto, deve essere effettuato da fisioterapisti che, oltre ad essere esperti nella metodica che applicano, abbiano una dettagliata conoscenza della malattia e del distretto sottoposto a trattamento e che siano in continuo contatto con il reumatologo, che verifica i risultati della FKT e controlla che la terapia farmacologica effettuata ne permetta il corretto svolgimento.

Approfondimenti:

Bibliografia

  • Zochling J, van der Heijde D, Burgos-Vargas R, Collantes E, Davis JC Jr, Dijkmans B, et al. ASAS/EULAR recommendations for the management of ankylosing spondylitis. Ann Rheum Dis 2006; 65: 442-52.
  • Helliwell P, Abbott CA, Chamberlain MA. A randomised trial of three different physiotherapy regimes in ankylosing spondylitis. Physiotherapy 1996; 82: 85-90.
  • Eversden L, Maggs F, Nightingale P, Jobanputra P. A pragmatic randomised controlled trial of hydrotherapy and land exercises on overall well being and quality of life in rheumatoid arthritis. BMC Musculoskelet Disord 2007 1; 8-23.
  • Yocum DE, Castro WL, Cornett M. Exercise, education, and behavioral modification as alternative therapy for pain and stress in rheumatic disease. Rheum Dis Clin North Am 2000; 26: 145-59.
  • Dagfinrud H, Kvien TK, Hagen KB. Physiotherapy interventions for ankylosing spondylitis. Cochrane Database Syst Rev 2008; 23: CD002822

Per maggiori informazioni puoi contattarci direttamente (tramite questo modulo) oppure puoi consultare le nostre pubblicazioni

Ultima modifica: 15/12/2013