Il linfodrenaggio manuale migliora l’edema agli arti superiori e la funzionalità delle mani nei pazienti con sclerosi sistemica (SSc) in fase edematosa

Autori: A. Del Rosso,S. Maddali Bongi, M. Passalacqua, S. Miccio, M. Matucci Cerinic

INTRODUZIONE. Nella Sclerosi Sistemica (SSc), le mani sono coinvolte spesso e in modo diverso a seconda delle fasi di malattia. Nella fase edematosa precoce, prevale l’edema del derma e dei
tessuti sottocutanei; nella successiva fase sclerotica, la sclerosi del derma e dei tessuti sottocutanei porta a contratture delle dita, che risultano più evidenti (“mani ad artiglio”) nella successiva fase atrofica, in cui il derma e il sottocute vanno incontro ad atrofia. Nella fase edematosa, l’edema, soprattutto alle dita, può causare tumefazione delle mani, difficoltà nel movimento e nella funzionalità delle dita, con riduzione della qualità della vita (QdV) [1].
Il linfodrenaggio manuale (LDM) è una tecnica fisioterapica che stimola la circolazione del sistema linfatico e riduce l’edema e il dolore, potenzialmente utile per il trattamento delle mani dei
pazienti con SSc in fase edematosa. In un piccolo gruppo di pazienti con SSc in fase edematosa, abbiamo mostrato che il LDM riduce la tumefazione e la rigidità alle mani e migliora le attività giornaliere e la QdV [1].

SCOPO. Valutare l’efficacia del LDM nel ridurre l’edema e nel migliorare la funzione delle mani e la qualità della vita (QdV) nella SSc in fase edematosa

PAZIENTI E METODI. Sono state arruolate 25 pazienti affette da SSc di sesso femminile con le mani edematose (età e durata di malattia: 55.6 ± 8.7, 10,30 ± 4,5 anni, rispettivamente).
15 pazienti (Gruppo di Intervento-GI-) sono state trattate con LDM secondo il metodo di Vodder [2] una volta alla settimana (durata delle sedute: 60 minuti) per 5 settimane e 10 pazienti sono state incluse nel Gruppo di Controllo (GC). Lo studio durava complessivamente 16 settimane: 5 di trattamento con LDM e 9 di follow-up.

LINFODRENAGGIO MANUALE. Il LDM (secondo il metodo di Vodder) si basa sull’uso di una pressione manuale adattata che, con movimenti ripetitivi, circolari, spiraliformi e di pompaggio, eseguiti
costantemente e ritmicamente, muove la cute sui tessuti sottostanti con un aumento di pressione (30 Torr), seguito da una fase di rilasciamento. Queste modifiche nella pressione, stimolando il linfonodi e la muscolatura dei vasi linfatici, creano un effetto di pompa, stimolano la circolazione della linfa, drenano l’eccesso di fluidi dal tessuto connettivo e, in ultimo, riducono il dolore e la tensione muscolare [2]. Nei nostri pazienti, il LDM è stato applicato prima al terminus (fig 1a) (l’area triangolare alla base del collo, sopra le clavicole, dove la linfa ritorna nella circolazione sanguigna, defluendo nelle vene succlavie), poi ai linfonodi e ai vasi linfatici del collo (fig 1b) e della testa (fig 1c) e, di seguito, agli arti superiori, in senso centrifugo (ascella, braccio, avambraccio, polso, mano, dita) (fig 1d-h) partendo sempre dall’arto meno edematoso. In una fase successiva, sono stati trattati i linfonodi di polso, gomito, ascella e collo in direzione centripeta.

VALUTAZIONE. Le pazienti sono state valutate all’arruolamento (T0), alla fine del trattamento (T1) e dopo un follow-up di 9 settimane (T2). Il volume delle mani è stato valutato con un test volumetrico (che misura la quantità di acqua fuoriuscita da un recipiente graduato dopo l’immersione di una mano) [3]; la funzionalità delle mani è stata esaminata con il test Hand Mobility in Scleroderma (HAMIS) e con 4 scale visoanalogiche (VAS) 0-10 con cui il paziente valuta l’entità dell’edema e del dolore alle mani e la loro interferenze con le attività giornaliere; la QdV e la disabilità sono state valutate con l’indice sommario fisico (ISF) e sommario mentale (ISM) dell’SF36 e l’HAQ.

RISULTATI. Nessun paziente è uscito dallo studio. I pazienti del Gruppo di Intervento e Gruppo di Controllo avevano valori simili all’arruolamento. Nel GI, il volume delle mani, il test HAMIS, la valutazione soggettiva di edema e dolore e la loro interferenza nelle attività giornaliere miglioravano significativamente a T1, con i risultati mantenuti a T2 per tutte le caratteristiche valutate, tranne che per il dolore e l’interferenza del dolore nelle attività giornaliere. Anche HAQ, ISF e ISM miglioravano a T1, ma solo il miglioramento di ISF era mantenuto a T2. Nel GC nessuna delle caratteristiche valutate si modificava significativamente a T1 e T2.

LDM

CONCLUSIONI
Il LDM è efficace nel trattamento delle mani nelle SSc in fase edematosa, in quanto riduce il volume delle mani, l’edema e il dolore e migliora la loro funzionalità, oltre che la qualità di
vita e la disabilità dei pazienti

Bibliografia
1) Matucci-Cerinic M, Maddali Bongi S et al.. International Workshop on Scleroderma, May 18- 20,
2007, Tokyo, Japan, abstr.046, page 71
2) Kasseroller RG. Cancer. 1998;83(12 Suppl American):2840-2.
3) Damstra RJ et al. Res Treat. 2006;99:267-73.